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11 settembre 2011
10 anni
Oggi sono 10 anni dall'11 settembre 2001, quello del World Trade Center, quello che ha cambiato il mondo, sotto molti punti di vista; si sono dette molte cose a riguardo, probabilmente anche troppe, e parecchie cose erano delle scemenze. Finalmente i giornali americani hanno deciso di fare pubblica ammenda, ammettendo l'errore di aver sostenuto la campagna di Bush e compagnia in merito alle colpe irachene e alle presunte armi di distruzione di massa possedute da Saddam Hussein; la guerra in Iraq e in Afghanistan si è rivelata un fallimento e un enorme spreco di vite umane in primis, e di soldi, su questo penso che non possano esserci dubbi. Le immagini di quel giorno sono ancora ben impresse nella mente di tutti noi e pronunciare la data di oggi mette sempre un po' i brividi. Due aerei che, a tutta velocità, entrano nei due grattacieli più alti di New York, nei simboli stessi della "capitale" americana; e poi i grattacieli che vengono giù, o che vengono fatti venire giù, stando alle tesi degli anti-americani, 2900 persone che muoiono così.
29 maggio 2011
05 maggio 2011
04 maggio 2011
Bacigalupo-Ballarin-Maroso
Chi di noi non conosce almeno i primi tre nomi di quella grandissima squadra?
16 aprile 2011
Misteri d'Italia
E' passato quasi inosservato il 20esimo anniversario dell'incidente della Moby Prince, avvenuto il 10 aprile 1991 nel porto di Livorno; eppure è stato il più grave incidente marittimo accaduto in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale e ha causato la morte di 142 persone. Approfondendo un po' l'argomento, si scopre che anche questa vicenda è avvolta da un fitto alone di mistero, da una serie di cose poco chiare, da un fitto intreccio di testimonianze contraddittorie, se non addirittura opposte le une alle altre, da strane presenze di navi non identificate, da inquietanti collegamenti avvenuti in quegli anni, anche in posti disparati. Chiedere finalmente un po' di chiarezza sarebbe doveroso, o no?
17 marzo 2011
Il Re
"Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo Unico: il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e i suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta atti del Governo, mandano a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861"
13 marzo 2011
150 anni
Complice il 150esimo compleanno dell'unità nazionale, mi sono trovato ad interrogarmi su che valenza abbia ora questa festa e soprattutto su cosa possa significare essere italiano e sentirsi italiano; innanzitutto mi pare che si possa affermare che nel 1861 ci fu un'unità parziale del territorio nazionale, visto che Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia non facevano ancora parte del neonato Regno d'Italia. A parte questo mi chiedo cosa voglia dire, per me, essere italiano... ebbene, non trovo risposte adeguate, lo ammetto senza problemi. Voglio dire, mi sento distante anni luce dal prototipo classico di Italiano che viene, da tempo, diffuso e amplificato un po' da tutti; il modello, cioè, di una persona poco affidabile, casinista, che ad agosto va in vacanza al mare perché vuole il caldo e rilassarsi al sole, il modello di una persona che canticchia canzoni napoletane, che non rispetta (o poco) le leggi. Sarò, forse, influenzato anche dal contatto frequente con i Talian che popolano le nostre località di villeggiatura, ma quel tipo di persona proprio non mi appartiene; cosa vuol dire, quindi, essere Italiano? C'è comunque qualcosa che ci unisce tutti quanti, oltre al fatto di vivere all'interno dei confini e di parlare la stessa lingua, o quasi? Mi sento più europeo, quasi, più "cittadino del mondo", e spesso ho l'impressione di avere molti più punti in comune con i Tedeschi che con i Talian; boh, poi mi emoziono sentendo le vicende dei giovani che hanno combattutto per la libertà durante il Risorgimento, però un'identità nazionale non riesco proprio a sentirla.
29 gennaio 2011
Memoria
Francia: Natzweiler-Struthof, Schirmeck
Austria: Mauthausen
Grande Germania: Dachau, Flossenburg, Hinzert, Buchenwald, Dora-Mittelbau, Grossrosen, Sachsenhausen, Ravensbruck, Neungamme, Esterwege, Bergen-Belsen
Cecoslovacchia: Terezin
Polonia: Chelmno, Treblinka, Sobibor, Majdanek, Belzec, Stutthof, Auschwitz Birkenau
E questi erano soltanto i principali campi di concentramento e di sterminio, poi c'era una lunghissima serie di campi dipendendi e di lavoro; vi vennero annientati, prima psicologicamente e poi fisicamente, oltre 6 milioni di ebrei, migliaia di zingari, omosessuali, testimoni di Geova, e ovviamente dissidenti politici. E' giusto, ma molto riduttivo, che sia stata istituita una "giornata della memoria", bisognerebbe ricordarsene sempre; perché non introdurre testi di Primo Levi, o di Simon Wiesenthal, o di Elie Wiesel nelle nostre scuole? Perché non abolire certe inutili gite per recarsi invece in uno dei tanti posti della memoria disseminati in tutta Europa? Abbiamo il dovere di non dimenticare e di insegnare a chi verrà dopo di noi.
Austria: Mauthausen
Grande Germania: Dachau, Flossenburg, Hinzert, Buchenwald, Dora-Mittelbau, Grossrosen, Sachsenhausen, Ravensbruck, Neungamme, Esterwege, Bergen-Belsen
Cecoslovacchia: Terezin
Polonia: Chelmno, Treblinka, Sobibor, Majdanek, Belzec, Stutthof, Auschwitz Birkenau
E questi erano soltanto i principali campi di concentramento e di sterminio, poi c'era una lunghissima serie di campi dipendendi e di lavoro; vi vennero annientati, prima psicologicamente e poi fisicamente, oltre 6 milioni di ebrei, migliaia di zingari, omosessuali, testimoni di Geova, e ovviamente dissidenti politici. E' giusto, ma molto riduttivo, che sia stata istituita una "giornata della memoria", bisognerebbe ricordarsene sempre; perché non introdurre testi di Primo Levi, o di Simon Wiesenthal, o di Elie Wiesel nelle nostre scuole? Perché non abolire certe inutili gite per recarsi invece in uno dei tanti posti della memoria disseminati in tutta Europa? Abbiamo il dovere di non dimenticare e di insegnare a chi verrà dopo di noi.
20 settembre 2010
Un po' di storia
Giusto per sapere qualcosa su ciò che ci celebra oggi, sull'inizio, cioè, dell'Italia moderna.
10 settembre 2010
11 settembre, di nuovo
Ci siamo di nuovo, domani è l'11 settembre; dove eravate voi l'11 settembre 2001? Per parecchio tempo abbiamo sentito la generazione precedente la nostra che dissertiva su dove ci si trovasse quando diedero la notizia della morte di Kennedy, o cose di questo tipo (mio papà, ad esempio, si ricorda benissimo dove si trovava e cosa aveva provato nell'esatto momento in cui ci fu il terremoto in Friuli). Quell'11 settembre io ero a casa, era una meravigliosa giornata di inizio autunno, e stavo studiando per un esame universitario, un esame di storia dell'arte; non avevo però una gran voglia di studiare, alle 15 c'era già Fede in TV... penso che quello sia stato l'unico TG 4 che io abbia mai visto. Sembrava tutto così irreale, no? Anzi era tutto irreale, due aerei che entrano nel World Trade Center come un coltello entra nel burro, le torri che si sbriciolano, la polvere sopra Manhattan e sopra New York, la gente che si lancia nel vuoto pur di abbreviare l'agonia; le immagini televisive stridevano completamente con quella bellissima giornata di sole, e con le successive bellissime giornate di sole, quando mi fermavo a guardare il cielo blu e gli aerei che lo solcavano...dove eravate l'11 settembre?
03 agosto 2010
Governo assente
Trovo abbastanza grave il fatto che ieri, a Bologna, non si sia presentato nessun esponente del governo italiano a ricordare il più grave atto terroristico compiuto nel Paese in tempo di pace; d'accordo, spesso gli uomini politici sono stati aspramente criticati e fischiati in occasione delle celebrazioni, ma mica si può avere sempre applausi e lodi adulatorie.
22 maggio 2010
Capaci
Domani ricorre il diciottesimo anniversario dell'attentato di Capaci, in cui, il 23 maggio 1992, morirono il giudice Giovanni Falcone e altre 4 persone; oggi su "La Repubblica" c'è un interessante intervento di Manfredi Borsellino, il figlio di Paolo Borsellino, ucciso poco meno di due mesi dopo Falcone, che descrive un po' meglio l'atmosfera di quei giorni a Palermo.
16 maggio 2010
Heysel
Considero ancora Walter Veltroni una risorsa per il PD, e comunque una persona con una bella testa pensante, anche se, a volte, forse un po' troppo sognatrice; è anche tifoso della Juve, di una certa Juve, e su un tragico episodio della nostra grande storia ha scritto un monologo intenso, commovente, vivo.
25 aprile 2010
25 aprile 1945
Giusto per inquadrare storicamente quello che si festeggia oggi, o meglio, quello che si celebra oggi, al di là di ogni retorica, di ogni bega politica, al di là di tutto.
22 aprile 2010
02 febbraio 2010
Versioni discordanti
Mi pare che qui non ci sia né pioggia né vento, quindi si va a pensare che l'inverno sia ormai finito... ma in America le cose non stanno esattamente così. Chi avrà ragione?
28 gennaio 2010
10 gennaio 2010
13 dicembre 2009
Santa Lùzia
Si cominciava a respirare l'aria di Santa Lucia attorno al 20 di novembre, quando si riusciva a procurarsi i campanacci delle vacche che sarebbero serviti durante il pomeriggio del 12 dicembre e quando si scriveva la "famosa" letterina, fatta di desideri, sogni, forse anche illusioni. Era poi un lento procedere dei giorni, riempito dalle conversazioni con gli amici, da frasi del tipo "cosa hai chiesto tu a Santa Lucia?"... e le risposte erano quasi sempre le stesse, chi voleva il Lego, chi la pista delle macchinine, chi un gioco in scatola, chi aveva il terrore di ricevere soltanto carbone. Il pomeriggio del 12 si usciva di casa al massimo alle 2, anche se i negozi erano ancora chiusi, e si andava su e giù, giù e su per il viale, da Brevine al bar San Vigilio, a suonare 'sti diavolo di campanei da le vache, evitando magari i bottegai più scontrosi che ti accoglievano a male parole per dedicarsi invece a chi era più gentile e più generoso; un salto in pasticceria dal "Trocadero", uno dall'Antolini a raccattare qualche penna, un altro dal fruttivendolo per mandarini, noccioline e noci... e poi, in Via Presanella c'era quel tipo che veniva dal sud Italia, quello che non so bene cosa vendesse ma che dava a tutti una monetina da 500 lire, quelle belle, di due colori, che sembrava di avere in mano una fortuna! Le mani erano ghiacciate, le guance erano arrossate e screpolate dal freddo, ma chi se ne importava, bisognava rimanere fuori fino all'imbrunire, a riempire la borsa di roba! E poi via a casa, e subito dopo cena a letto e, mi raccomando, addormentarsi subito, altrimenti Santa Lucia non può passare... si aspettava impazienti sotto le coperte, finalmente al caldo, ci si svegliava durante la notte, pensando che fosse già mattina, invece era ancora troppo presto. Ma la mattina arrivava in fretta, ed era tutto lì, come per magia, per una fugace occhiata prima di andare a scuola, in attesa dei giochi prolungati di tutto il pomeriggio... anche questa era Santa Lùzia!
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