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11 settembre 2011

10 anni

Oggi sono 10 anni dall'11 settembre 2001, quello del World Trade Center, quello che ha cambiato il mondo, sotto molti punti di vista; si sono dette molte cose a riguardo, probabilmente anche troppe, e parecchie cose erano delle scemenze. Finalmente i giornali americani hanno deciso di fare pubblica ammenda, ammettendo l'errore di aver sostenuto la campagna di Bush e compagnia in merito alle colpe irachene e alle presunte armi di distruzione di massa possedute da Saddam Hussein; la guerra in Iraq e in Afghanistan si è rivelata un fallimento e un enorme spreco di vite umane in primis, e di soldi, su questo penso che non possano esserci dubbi. Le immagini di quel giorno sono ancora ben impresse nella mente di tutti noi e pronunciare la data di oggi mette sempre un po' i brividi. Due aerei che, a tutta velocità, entrano nei due grattacieli più alti di New York, nei simboli stessi della "capitale" americana; e poi i grattacieli che vengono giù, o che vengono fatti venire giù, stando alle tesi degli anti-americani, 2900 persone che muoiono così.

21 agosto 2011

Londra-New York

La "folle" idea di andare in treno dalla Russia all'America: un'utopia, un possibile progetto per unire l'estremo oriente russo con l'Alaska.

03 maggio 2011

Il lato buono dell'America

Ieri, e non solo ieri, si ha avuto modo di osservare quanto gli Americani siano attaccati al proprio Paese, quanto tengano alla propria unità, alla propria identità, quanto si sentano un Paese unito soprattutto nei momenti di difficoltà; questa cosa, questo sentimento di identità nazionale chiaramente assente in Italia, mi piace parecchio, lo ammetto, nonostante la ovvia retorica che la accompagna.

Walpurgis-Nacht

Osama Bin Laden è stato ucciso proprio nella notte di Santa Valpurga... che sia più di una coincidenza?!

02 maggio 2011

E' lui o non è lui?

Credo che la morte di Osama Bin Laden (ed evito qui di chiedermi se sia morto davvero, e se sì quando o altre domande del genere) sia un evento significativo più dal punto di vista simbolico che reale, diciamo così; non so quale peso avesse ora Bin Laden all'interno di Al Qaeda, se avesse un ruolo operativo o se fosse soltanto il finanziatore, e dubito che qualcuno lo sappia. Di conseguenza dubito che qualcuno sappia quello che succederà da oggi in poi. Quel che è certo è che il presidente americano ci fa un gran bel figurone! Non riesco a capire però alcuni aspetti della vicenda: innanzitutto non posso essere d'accordo sulla finalità dell'azione, cioè non posso concordare sul fatto che l'obiettivo fosse l'uccisione di Bin Laden, anziché la sua cattura. Per quanto possa essere stato colpevole, non posso accettare che uno Stato (per di più di uno Stato avanzato come l'America) abbia come missione l'eliminazione fisica di una persona; ritengo che sarebbe stato molto meglio, nel limite del possibile, arrestare Bin Laden per portarlo davanti a una corte, così come venne fatto subito con i Tedeschi dopo la fine della seconda guerra mondiale. Da quanto trapela, Bin Laden è stato giustiziato! In secondo luogo, non capisco come così tante persone possano scendere in strada per festeggiare la morte di quest'uomo, come se si trattasse di festeggiare una vittoria sportiva o qualcosa del genere; anche in questo, secondo il mio punto di vista, risiede il divario culturale ancora esistente tra Europa e Stati Uniti.

04 aprile 2011

Yes we can... again!

Allora è certo, Barack Obama si ricandida ufficialmente per il secondo mandato da presidente degli Stati Uniti e qui si farà il tifo per lui anche nel 2012; non si sa ancora, ovviamente, chi sarà lo/la sfidante, questa volta tocca ai Repubblicani la serie quasi infinita di primarie e caucus.

23 ottobre 2010

Midterm elections

Credo che al mondo ci siano poche democrazie "strane" come quella degli Stati Uniti: due anni fa, prima delle elezioni presidenziali, ho provato a destreggiarmi, mi pare con risultati almeno discreti, tra primarie e caucus, tra congressi di partito e scelta dei delegati. Ora, a meno di due settimane dall'evento, eccoci di fronte alle elezioni di medio termine, in occasione delle quali si rinnova completamente la Camera dei Rappresentanti (435 deputati) e un terzo dei Senatori (un centinaio di persone); e fin qui tutto bene! Ho imparato anche che i deputati vengono votati in relazione al peso demografico dei singoli stati, quindi il North Dakota (cioè il Molise) ne ha soltanto uno e la California (cioè la Lombardia) trenta, mentre ogni Stato dell'Unione ha diritto a due senatori, indipendentemente da tutto; bene! Mi pare un sistema giusto, in effetti; ciò che mi lascia abbastanza sconcertato è il rischio concreto che le elezioni di medio termine blocchino, o quasi, i lavori del Parlamento, nel caso in cui il partito del presidente in carica perda le votazioni, come succede spesso, in realtà. Esempio concreto: Barack Obama si è insediato attorno al 20 gennaio 2009 (non ho voglia di controllare la data esatta), gli sarà servito un po' di tempo per ambientarsi alla Casa Bianca (cose del tipo, in quale cassetto sono le posate, dove sono gli asciugamani di riserva,...) e quindi ipotizziamo che sia stato pronto per inizio-metà marzo 2009, d'accordo?! Si vota il 2 novembre 2010, quindi un anno e mezzo dopo l'avvio vero del suo mandato, e Obama si potrebbe (dovrebbe?) trovare senza maggioranza alla Camera e, di conseguenza, con le mani legate e destinato, inevitabilmente, a scivolare stancamente verso novembre 2012, verso le nuove elezioni presidenziali. Che senso ha tutto questo?

22 ottobre 2010

Il biscotto, signor Presidente...

Pare che il buon vecchio Bill Clinton, a suo tempo, ne abbia combinata una un pochino grossa!

10 settembre 2010

11 settembre, di nuovo

Ci siamo di nuovo, domani è l'11 settembre; dove eravate voi l'11 settembre 2001? Per parecchio tempo abbiamo sentito la generazione precedente la nostra che dissertiva su dove ci si trovasse quando diedero la notizia della morte di Kennedy, o cose di questo tipo (mio papà, ad esempio, si ricorda benissimo dove si trovava e cosa aveva provato nell'esatto momento in cui ci fu il terremoto in Friuli). Quell'11 settembre io ero a casa, era una meravigliosa giornata di inizio autunno, e stavo studiando per un esame universitario, un esame di storia dell'arte; non avevo però una gran voglia di studiare, alle 15 c'era già Fede in TV... penso che quello sia stato l'unico TG 4 che io abbia mai visto. Sembrava tutto così irreale, no? Anzi era tutto irreale, due aerei che entrano nel World Trade Center come un coltello entra nel burro, le torri che si sbriciolano, la polvere sopra Manhattan e sopra New York, la gente che si lancia nel vuoto pur di abbreviare l'agonia; le immagini televisive stridevano completamente con quella bellissima giornata di sole, e con le successive bellissime giornate di sole, quando mi fermavo a guardare il cielo blu e gli aerei che lo solcavano...dove eravate l'11 settembre?

19 giugno 2010

Lakers-Celtics 4-3


Hanno vinto i Lakers, alla settima, alla bella, quando ormai erano con le spalle al muro, sotto 3-2 dopo le 3 partite giocate in Massachusetts; hanno vinto i "fighetti" hollywoodiani trascinati anche da Kobe Bryant e da coach Phil Jackson, all'undicesimo titolo NBA (6 con i Chicago Bulls di Michael Jordan e 5 a L.A.).

09 giugno 2010

Boston Celtics-Los Angeles Lakers




In America è ormai entrata nel vivo la finale del campionato di basket NBA che propone il grande classico, Celtics-Lakers, così come due anni fa e così come altre volte nel passato, soprattutto a metà anni '80; Boston-Los Angeles sono le due squadre più vittoriose dell'NBA ma questo non è soltanto un confronto di pallacanestro. E' molto di più, almeno stando a quanto dicono i veri esperti: è il confronto tra due mondi opposti, tra il rigore morale della costa orientale e le tendenze più casiniste e modaiole della California, era e forse è tuttora il confronto tra il mondo dei bianchi del nord-est e quello dei neri dell'ovest, era Bird contro Magic, ora è Pierce contro Bryant. Al momento i Lakers sono in vantaggio 2-1, si gioca al meglio delle sette partite, le prossime due sono a Boston, le altre, se ci saranno, a L.A.

09 ottobre 2009

Non l'ho capita

Stavolta non l'ho proprio capita... cosa caspiterina ha fatto Barack Obama per meritarsi il premio Nobel per la pace? D'accordo, è un premio che probabilmente è assegnato da quattro parrucconi che non hanno granché da fare nella vita, ma dai; è un riconoscimento alla speranza per un futuro migliore, ci spiegano. Sarà, ma insomma, mi lascia molto perplesso... tra domani e ottobre 2010 mi impegnerò per non litigare più col mio vicino di casa, per non considerare i colleghi dei pirla, e non alzerò le mani nemmeno per scherzo. Me lo daranno il Nobel? E come farà Obama a bombardare l'Afghanistan, d'ora in poi? O a minacciare Ahmadinejad o altri di far loro un mazzo tanto se non faranno i bravi? Mah...

13 aprile 2009

First dog


Come si chiama? Bo!

15 novembre 2008

Saturday speech

Sarà anche forse per il colore della parete sullo sfondo, ma mi pare più abbronzato del solito, no?

05 novembre 2008

Battleground States

A Obama anche Florida, Ohio e Virginia, e i sinceri complimenti di John McCain, altro che brogli elettorali.

Ladies and gentlemen...


E adesso, caro il mio fighetto intellettuale di Harvard, è ora di mettersi al lavoro! Però che bello, che bella attesa, che bel risveglio; yes, we can!

04 novembre 2008

D-Day

Signore e signori, ci siamo! Tra stanotte e domani (salvo cazzate varie tra Florida e Ohio, o altrove, mi raccomando cari votatori e scrutatori) sapremo chi sarà il prossimo commander in chief, sapremo se avrà vinto la tradizione o la novità, per lo meno esteriore, sapremo se a guidare il mondo sarà un vecchio eroe del Vietnam o un giovane senatore dal sangue misto e con un nome "pericoloso". E' una specie di "scontro" tra due realtà opposte, tra il mondo reale e quello della speranza, se non addirittura dell'illusione, ma è anche, mi pare, uno "scontro" generazionale tra due Americhe; spero che vada a finire in un certo modo, anche se mi aspetto la beffa dietro l'angolo, e anche se sono pienamente convinto che, come dicono molti, per il Messia si debba aspettare ancora un po'. Ma il mondo sognato, vagheggiato, descritto da Barack Obama sarebbe un gran bel mondo, e pazienza se non ha esperienza, non ce l'aveva nemmeno Ronald Reagan, ne aveva ben poca anche Bill Clinton...

01 novembre 2008

Phila is back

Dopo il ritorno al successo dei Boston Celtics nel campionato NBA un paio di giorni fa è stata la volta dei Phillies di Philadelphia nelle World Series di baseball che hanno posto così fine a un digiuno di vittorie lunghissimo per la città della Pennsylvania che, dal 1983, non aveva più avuto la possibilità di festeggiare i nessuno dei quattro sport più popolari d'America (basket, football, hockey su ghiaccio e, appunto, baseball)

25 ottobre 2008

Endorsement

Certo che se poi non dovesse farcela...

11 ottobre 2008

McCain

Secondo me si meritavano Bush (padre e figlio e magari fratello) e si meritano McCain e la Palin, non si può inventarsi cazzate simili.